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La sicurezza dei dati sembra essere il più grande deterrente alla loro memorizzazione in cloud, ma la migrazione in massa verso il cloud è ormai un dato di fatto

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4 aprile 2017 | Nizza, Francia

Uno studio Teradata prevede una massiccia memorizzazione dei dati in cloud entro il 2019, quando oltre la metà dei dati provenienti dall'IT aziendale e dai clienti e i dati finanziari saranno memorizzati in cloud

La sicurezza è la prima preoccupazione del senior management delle aziende quando si tratta all'adozione del cloud per i dati, ma nonostante ciò è probabile che più della metà dei dati business-critical risiederà in cloud entro il 2019. Secondo i risultati di un nuovo studio pubblicato oggi da Teradata - la società leader nelle soluzioni per analytics - otto su dieci senior manager citano la sicurezza come la loro preoccupazione maggiore quando si tratta di memorizzare i dati in cloud. Nonostante ciò, si registra un enorme aumento della quantità di dati critici che vengono memorizzati in cloud e anzi, prolungando lo sguardo al 2019, i senior manager prevedono che oltre la metà dei dati relativi a IT (56%), clienti (53%) e finanza (51%) risiederà in cloud.
 
Lo studio mette in evidenza che, anche se le aziende sono intenzionate a investire in cloud storage e molte di loro intendono farlo nel corso dei prossimi due anni, rimane una grande preoccupazione per la sicurezza delle informazioni e per eventuali violazioni dei dati. La ricerca ha identificato alcuni trend importanti:
 
• Sicurezza e mancanza di controllo sono i primi ostacoli che frenano l'archiviazione dei dati critici in cloud:
  • il 40% degli intervistati afferma che la sicurezza in generale è un rischio, mentre il 25% di loro ritiene che l'adozione dei dati in cloud si tradurrà in ulteriori violazioni della sicurezza;
  • un quarto degli intervistati ritiene che l'adozione dei dati in cloud si tradurrà in mancanza di controllo;
  • il 52% dichiara che gli executive sono restii all'archiviazione dei dati nel cloud per via dell’investimento iniziale e il 22% ha problemi con l'assunzione di personale supplementare necessario per passare al cloud.
 
• Nonostante ciò, il cloud storage è destinato ad aumentare significativamente nei prossimi due anni:
  • anche se il 58% dei dati provenienti dalle aziende intervistate risiede già oggi in cloud, l'utilizzo del cloud aumenterà nei prossimi due anni visto che tre aziende su dieci a livello globale predicono un aumento significativo dei dati nel cloud entro il 2019.
 
• La maggior parte dei dati legali non è archiviato in cloud:
  • i dati legali sono archiviati per la maggior parte su server fisici, e solo il 27% delle imprese intervistate conta di spostare i propri dati legali in cloud nei prossimi due anni.
 
• Il settore Telco sta facendo lo sforzo maggiore con il cloud, e anche il MarComm si muove in questa direzione all'interno delle aziende:
  • il 48% delle aziende intervistate conferma un aumento significativo del loro uso del cloud storage entro il 2019;
  • il 48% dei reparti marketing e comunicazione delle aziende intervistate aumenterà il volume di dati memorizzati in cloud entro il 2019.
 
• l'Healthcare sposterà i dati dei suoi clienti nel cloud, mentre le Utility daranno priorità ai dati IT e R&S:
  • il 59% degli intervistati ha risposto che il settore sanitario sposterà i dati dei clienti nel cloud nei prossimi due anni;
  • le Utility daranno la priorità alla migrazione in cloud dell'infrastruttura IT (64%) e dei dati R&S/Engineering (52%).
 
Marc Clark, direttore della Cloud Strategy and Deployment di Teradata, ha dichiarato: “Il nostro messaggio alle organizzazioni di tutto il mondo è che il cloud è in realtà uno dei mezzi di storage virtuale più sicuri che abbiano a disposizione. Mentre il nostro studio rileva preoccupazioni diffuse, i fatti dicono che il cloud storage è in rapida crescita, è estremamente cost-effective e che ci sono modalità sicure per la sua gestione."
 
“I processi di sicurezza informatica del cloud computing devono essere progettati per affrontare i controlli di sicurezza che il fornitore di cloud incorporerà, al fine di mantenere la sicurezza dei dati, la privacy e la conformità con le normative, oltre a fornire business continuity e un piano di backup dei dati.
 
“Identificando le barriere all'interno del business che ne ostacolano l'adozione, ed evidenziando come e dove il cloud storage è in grado di creare opportunità positive, vogliamo rassicurare di come il cloud storage sia un modo sicuro e conveniente per memorizzare le informazioni aziendali.”
 
Note per la redazione:
Questa ricerca è stata effettuata da RSI Corporation nel gennaio 2017 in nove paesi: Australia, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti, India, Spagna e Russia, con 100 intervistati per ciascun paese. Le organizzazioni sono stati individuate all'interno di settori verticali: Telecomunicazioni, Automotive, Sanità, Manufacturing, Finance, Oil/Gas/Electric/Nuclear, Energia Solare, Settore Pubblico, Media/Communications, Retail, Intrattenimento e Trasporti. Rappresentate le seguenti funzioni aziendali: Engineering, Finance, HR, IT, Logistics/Supply chain, Marketing/Communications, Operations, Sviluppo/R&D e Vendite. L'obiettivo primario della ricerca è stato quello di identificare e delineare le tendenze chiave nel 2017 che riguardano l'adozione del cloud storage. Gli intervistati sono senior manager con capacità decisionali, rappresentandi una vasta gamma di funzioni all'interno delle organizzazioni: IT, Engineering, Finance, HR, Logistics, Marketing/Comms, Operations, Sviluppo/R&D e Vendite.
 
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